Glossario essenziale della politica americana

Premessa indispensabile

L’elezione del Presidente degli Stati Uniti d’America è ‘di secondo grado’ non ‘diretta’.
Il popolo non vota pertanto appunto direttamente per il futuro Capo dello Stato ma – dal 1848, “il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre dell’anno coincidente con il bisestile” – per scegliere Stato per Stato gli Elettori (con l’iniziale maiuscola ovviamente anche nel testo che segue per distinguerli da quelli comuni) nel numero corrispondente al totale delle diverse Delegazioni parlamentari federali, che successivamente – “il primo lunedì dopo il secondo mercoledì del seguente dicembre” – effettivamente, riuniti nel Collegio che dal 1964 in cinquecentotrentotto compongono, lo eleggeranno.
Il loro operato sarà poi ratificato dal Congresso il 6 gennaio a venire e il vincitore entrerà in carica, si insedierà, a mezzogiorno dell’ancora seguente 20 dello stesso mese.

Inutile in quest’ambito riandare alla precedente e sorpassata regolamentazione e ai termini che con infinite altre note in merito al tema America possono essere conosciuti consultando le mie molte opere come pure il sito della Fondazione Italia USA che ho l’onore di presiedere, sul quale negli anni elettorali seguo le diverse vicende.

‘Absentee ballot’ o ‘Absentee voting’:
è la situazione nella quale l’elettore per una precisa ragione (vive altrove, presta il servizio militare, è in viaggio, è impegnato scolasticamente in uno Stato diverso da quello di residenza…) non può essere presente al seggio a lui assegnato e vota altrove.

‘Absentee/mail voting deadline(s)’:
Si fa presto a dire voto postale o anticipato. Anche in questa occorrenza vanno rispettate delle regole dettate peraltro Stato per Stato.
In primo luogo, la spedizione deve essere fatta entro una data determinata la qual cosa viene documentata dal timbro postale (‘postmarked’). In secondo, la busta deve essere ricevuta (‘received’) entro una seconda stabilita data.

‘Acting President‘’:
si definisce in cotal modo il Vice Presidente che per ragioni quali malattie o impedimenti debba sostituire momentaneamente il Capo dello Stato nelle funzioni.
Nell’ipotesi in cui anche il Vice fosse impedito, la qualifica e le incombenze andrebbero affidate secondo la Linea di Successione (si veda più avanti).

‘Advance voting’:
permette, nelle evenienze determinate, quando ricorrenti, agli elettori di votare prima del periodo stabilito.

‘Advice and Consent’:
è in cotal modo definito il potere che ha il Senato di esaminare e ratificare (o bocciare) i Trattati firmati dal Presidente e alcune nomine di sua spettanza quali i Segretari di Gabinetto, i Giudici della Corte Suprema e Federali, gli Ambasciatori.

‘Affiliati’ (e non affiliati):
si dicono ‘affiliati’ gli elettori che, iscritti alle liste elettorali, hanno dichiarato appunto una loro affiliazione partitica. Non affiliati quanti non lo hanno fatto.

‘All white party’:
nel 1980, ricevendo il cinquantasei per cento dei voti dei bianchi Reagan vinse alla grande. Nel 2012, Romney arrivando al cinquantanove nello stesso gruppo etnico perse.
È il Repubblicano, in qualche modo, il partito dei bianchi e questo, diminuendo percentualmente nel tempo il peso di quelli che una volta si definivano ‘wasp’ (‘white, anglo-saxon, protestant’), in prospettiva, a livello nazionale, elettoralmente lo condanna.

‘Amendment’:
un Emendamento tende a modificare il testo costituzionale.
Quelli entrati in vigore (devono essere votati dai due terzi delle Camere e ratificati dai tre quarti degli Stati – esiste un’altra procedura mai seguita) sono ventisette.
I primi dieci, datati 1791 e noti come ‘Bill of Rights’ riguardano i Diritti Civili.

‘American Conservative Union’ (ACU)’:
è una associazione politica conservatrice che opera per favorire iniziative e leggi in armonia con i principi che la ispirano.
Assegna agli uomini politici un punteggio (ovviamente, guardando alla loro aderenza o meno ai criteri che la guidano) sulla base dei voti che esprimono nelle assemblee delle quali fanno parte.

‘Anatra zoppa’, vedi ‘Lame-duck’

‘Arab American’:
Sono gli Stati Uniti d’America il crogiolo di tutte le possibili esistenti etnie. Di ogni più piccola appartenenza. Tra le altre, quella degli ‘Arab American’. Che non vanno – ed è questa una comunque importante rilevanza – necessariamente considerati musulmani, non pochi tra loro essendo di differenti religioni. Dicono le rilevazioni in merito che possono avere qualche voce in capitolo quanto al voto in all’incirca venticinque (su quattrocentotrentacinque) Circoscrizioni camerali. Davvero poca, invece, a livello Casa Bianca.
Questo, oggi. In una situazione difatti che li vede in aumento, avranno a loro volta di certo peso in futuro.

Asino:
simbolo del Partito Democratico per questo spesso definito dell’Asino o dell’Asinello.
Vengono altresì chiamati Asini o Asinelli anche gli esponenti e gli elettori del partito.

‘At-large’:
la Costituzione americana prevede che i Rappresentanti siano votati in Distretti (tanti, Stato per Stato, quanti sono gli eligendi).
Nel caso, oggi (nel tempo sono possibili, e avvenuti, cambiamenti in merito), di sei membri dell’Unione (Alaska, Delaware, North Dakota, South Dakota, Vermont e Wyoming) però, essendo uno solo il Rappresentante da inviare a Washington, il District si identifica con lo Stato stesso, appunto ‘at-large’.

‘Australian ballott’:
è il voto segreto, usato un Tasmania la prima volta nel 1856.

‘Average’:
si usa per indicare la media ricavata confrontando le rilevazioni sondaggistiche in vista di una elezione (non solo).

‘Average error in poll’:
Courtney Kennedy è ‘director of survey research’ del Pew Research Center, un importante ‘think tank’ ‘non partisan’ con sede a Washington.
Tornando sul tema della attendibilità dei sondaggi politici, Kennedy ha scritto che in effetti, tutto correttamente valutando, non è vero che il ‘margine d’errore’ sia, come sempre indicato, all’incirca del tre per cento.
“Several recent studies show that the average error in a poll estimate may be closer to six percentage points” le sue parole.
La conclusione – del resto alle telefonate degli istituti sondaggistici risponde un decimo dei chiamati la qual cosa già fa suonare mille campanelli d’allarme – è che “the polls are not precise enough to call the winner in a close election”.

‘Average polling error’:
dal 1968, a risultati elettorali consolidati, si confrontano, guardando alla media, i dati effettivi con quelli forniti in precedenza dai sondaggi a livello nazionale. Orbene, considerando che il margine di errore in tali rilevazioni è del due e mezzo per cento, la sola occasione nella quale l’errore fu imperdonabile è datata 1980.
I democratici erano dati indietro del due e cinquanta e persero per il nove e sette!

‘Ballot’:
è lo scrutinio conseguente ad una votazione e si usa specialmente in sede di Convention.

‘Banana Republic’:
definizione coniata da O. Henry dopo un soggiorno in Honduras, assunta ad indicare gli Stati – specie in altri tempi – in genere corrotti e governati dittatorialmente.

‘Battleground States’:
sinonimo di ‘Swing States’, voce più sotto illustrata.

‘Bellwether States’:
sono così definiti quegli Stati i cui elettorati tendono a rappresentare correttamente il voto dell’intera Nazione. L’Ohio è assolutamente uno di questi visto che dal dopoguerra, con le sole eccezioni del 1960 e del 2020, chi ha vinto colà è entrato a White House.

‘Bill of Rights’:
la Costituzione non aveva deliberato in merito ai diritti individuali civili e alle conseguenti limitazioni governatoriali ritenendo che nel campo avrebbero dovuto decidere i singoli Stati.
Poi, nel 1791 adottò al proposito i primi dieci Emendamenti, opera sostanzialmente di James Madison, che tutti insieme vengono appunto Bill of Right denominati.

‘Bipartisanship’:
in rari casi, capita che, in particolare sulla politica estera, ci sia convergenza al punto da far pensare che i due partiti, in quelle occasioni accomunati dal voto in aula, governino insieme.

‘Blexit’:
è un acronimo creato con evidente riferimento a ‘Brexit’.
Sta per ‘Bl-ack exit’ che sarebbe un raggruppamento formato da giovani di colore intenzionati a votare repubblicano uscendo dagli schemi (che li vogliono democratici) nei quali i neri sono da tempo ingabbiati.

‘Bloodbath’:
ovvero ‘bagno di sangue’, allorquando uno dei partiti prevale nettamente lasciando all’altro le briciole’

‘Blue State’:
Stato che vota abitualmente democratico (sulla carta geografica che rappresenta gli Stati nel giorno elettorale quelli aggiudicati ai democratici sono colorati appunto di blu).

‘Blue Wall’:
così sono definiti nel complesso i diciotto Stati cha dal 1992 al 2012 compresi hanno votato costantemente democratico.

‘Blueshift’:
è lo spostamento verso il campo democratico (il colore degli Asini è il blu) del voto popolare.
Il movimento opposto, a favore dei repubblicani è il rosso e si denomina ‘Redshift’, essendo il rosso il colore del Grand Old Party.

‘Brokered Convention’:
così è denominata una Convention alla quale nessuno dei candidati arriva avendo la maggioranza assoluta dei delegati, maggioranza che sarà pertanto raggiunta trattando e concordando tra le diverse fazioni presenti mentre i ballottaggi vanno avanti senza risultato.

‘Buck passing’:
arrivato a White House, Harry Truman collocò davanti a sé sulla scrivania – in modo che tutti gli interlocutori leggessero e ne fossero edotti – una striscia di legno che riportava la scritta “The buck stops here”.
Intendeva così dire che le decisioni finali in campo esecutivo erano di sua competenza e che non poteva spogliarsi del dovere di prenderle assumendo su di sé ogni conseguente responsabilità.
L’espressione derivava dal gergo in uso tra i giocatori di poker della Frontiera e dei battelli fluviali i quali identificavano colui che aveva dato le carte appunto mettendogli davanti un pezzo di pelle di daino (‘buck’).

‘Buckle’:
ovvero ‘fibbia’, è il decisivo, centrale punto di unione di una ‘cintura’ (‘belt’). Il ‘luogo’ di tenuta dal quale partire.

‘Bull Moose’:
è il nome popolarmente assegnato al Partito Progressista fondato da Teddy Roosevelt nel 1912. Deriva dal fatto che l’ex Presidente, intervistato dopo un attentato che gli aveva lasciato una pallottola in corpo, si definì “forte come un alce” (‘bull moose’ in inglese).

‘Bully pulpit’:
con tale espressione – laddove ‘bully’ significa prepotente nel senso di dotato di un particolare potere – Teddy Roosevelt intese definire la specifica posizione del Presidente USA, posizione che gli dà modo e possibilità di parlare autorevolmente ottenendo di farsi ascoltare.

‘Campaign Finance Disclosure’:
è la relazione che presenta i dati delle spese elettorali e dichiara la provenienza dei fondi.

‘Cancel culture’:
con tale espressione si descrive l’operato radicale, in non pochi momenti dominante a sinistra, di chi vuole cancellare il passato evitando di cercare di comprenderlo contestualizzando come è sempre necessario fare.

Candidato d’onore:
è il nominato ad opera di un partito allorquando lo stesso non pensi di avere reali possibilità di vittoria nelle urne.
È nel caso normalmente un uomo politico di buon nome, piuttosto anziano, al quale si concede una designazione che si ritiene appunto onorifica, un riconoscimento.

Candidatura (in particolare, ‘write-in candidate’)
è possibile concorrere per la Casa Bianca o in quanto proposto da un partito, o come indipendente o come ‘write-in candidate’.
Non tutti gli Stati (nove non lo contemplano) consentono di presentarsi come ‘write-in’ e cioè non essendo il nominativo stampato sulla scheda elettorale ma potendo essere aggiunto manualmente scrivendolo.

‘Carpetbaggers’:
furono così chiamati i bianchi del Nord che si trasferirono a Sud per sostenere la causa radicale dopo la fine della Guerra di Secessione. Da ‘carpetbag’, ovvero ‘borsa da viaggio’.

Casa Bianca:
denominata ‘White House’ pressoché ufficialmente più avanti – dopo la sua ricostruzione essendo stata bruciata dagli Inglesi nell’agosto del 1814 nel corso della cosiddetta Guerra del 1812 – nota agli inizi come ‘Executive Mansion’, fu inaugurata l’1 novembre del 1800 sotto la Presidenza di John Adams.
È da quel momento la sede del Capo dello Stato americano.
È ovviamente a Washington, al numero 1600 di Pennsylvania Avenue.

‘Caucus’:
assemblea a livello statale degli aderenti ad un partito convocata al fine di scegliere i delegati – collegati ad uno dei candidati alla Nomination – dello stesso alla Convention. Il nome dovrebbe derivare da una voce usata dagli Algonchini per indicare gli incontri tra i capi.

‘Caucusgoers’:
attivisti che intervengono e partecipano ai Caucus

‘Census’:
è il Censimento che si tiene dal 1790 ogni dieci anni.
Oltre alle evidenti finalità di una rilevazione statistica del genere, serve assolutamente per determinare il numero degli abitanti di ogni Stato e su tale base assegnare in proporzione la quota di Rappresentanti alla Camera Federale alla quale ha diritto. Conseguentemente, a decidere quanti Elettori deve eleggere.

‘Cinture’:
‘Sun belt’, ‘Bible belt’, ‘Black belt’, ‘Rust belt’
Il Sud degli Stati Uniti: ‘Sun belt’, la ‘Cintura’ del Sole. Dalla California alla Florida, dove la nostra stella batte più fortemente e naturalmente fa caldo.
Il Sud Est USA, grosso modo gli Stati Confederati: ‘Bible belt’, ‘Cintura’ della Bibbia, laddove la religione è preminente in particolare per la presenza degli Evangelici.
Dal Texas alla Virginia, in specie Alabama, ancora Sud Est: ‘Black belt’, ‘Cintura’ nera, in cotal modo originariamente chiamata per il colore della terra ed oggi, invero, per la grande presenza dei neri.
Dai Grandi Laghi al Midwest, a Nord: ‘Rust belt’, ‘Cintura’ della ruggine, negli Stati nei quali la crisi economica del 2008 ha colpito in particolare l’industria facendo chiudere i capannoni mentre dentro i macchinari, appunto, arrugginiscono.

‘Coattail effect’:
è l’attitudine del candidato alla Presidenza in grado non soltanto di vincere ma di portare alla vittoria altresì i suoi colleghi di partito in corsa in concomitanza per le cariche minori. Quando ciò occorra, si dice che gli eletti che ne abbiano goduto hanno ottenuto lo scranno “on the coattails of the President”.

‘Colorblind meritocracy’:
daltonica, questa la traduzione di ‘Colorblind’. Una valutazione dei meriti che prescinda dal colore della pelle.

‘Commander-in-chief’:
è un altro appellativo del Presidente essendo egli per disposto costituzionale Comandante Capo delle Forze Armate di terra e della Marina.

‘Commission on Presidential Debates’ (CPD):
creata nel 1987, la Commissione organizza dal 1988 i dibattiti tra i candidati alla Presidenza e ne detta le regole.
Nel corrente 2024, Joe Biden e Donald Trump, andando contro la consuetudine, hanno tenuto il primo confronto tv in anticipo rispetto alle Convention non essendo pertanto ancora ufficialmente candidati.

‘Congress’:
è così chiamato il Parlamento USA, composto da due rami: Senato e Camera dei Rappresentanti.

‘Congressional approval rating’:
indica il grado di pubblica approvazione dell’operato dei membri del Congresso.

‘Congressional Conference Committee:
è un Comitato formato da un uguale numero di Senatori e Rappresentanti – nel quale la consistenza dei partiti è proporzionale a quella elettorale – il cui compito è di arrivare ad uniformare le leggi che escono dalle due Camere con diverse formulazioni, questo al fine di evitare il rimpallo senza soluzione o quasi delle stesse come accade nel cosiddetto ‘bicameralismo perfetto’.

‘Congressional districts’:
quattrocentotrentacinque le aree (distretti) nelle quali sono divisi gli Stati Uniti. In ciascuna di esse viene eletto un Rappresentante.
Sono divise territorialmente guardando al numero degli abitanti degli Stati quali risultano dai Censimenti.
A parte quelli nei quali, pochi essendo i residenti, il Distretto coincide con l’intero territorio statale, la loro determinazione è opera delle Autorità locali e questo porta spesso a scomposizioni e cambiamenti intendendo così il partito in quel momento in auge garantirsi al meglio l’elezione di propri uomini (‘Gerrymandering’).

‘Conservatives’:
si considerano cotali i tre quarti dei repubblicani, mentre la maggioranza (cinquantacinque per cento) dei democratici si ritrova nella definizione ‘Liberal’. Ovviamente, brutalmente semplificando, i primi si collocano a destra e i secondi a sinistra.

‘Contested Convention’:
così è definita una Convention alla quale nessuno arriva con la maggioranza assoluta dei delegati (come nella ‘brokered’) ma l’accordo viene raggiunto tra le parti contendenti prima del ballottaggio iniziale nel quale un candidato ottiene la Nomination.

‘Contingent Election’:
allorquando (è occorso solo nel 1824 per la Presidenza e nel 1836 per la Vice Presidenza) nessuno dei candidati ad una delle due massime cariche istituzionali conquisti la maggioranza assoluta degli Elettori il Collegio da questi ultimi formato non può provvedere all’elezione.
Nel caso – secondo il disposto del XII Emendamento del 1804 – l’incombenza, quanto al Capo dello Stato, passa alla Camera dei Rappresentanti che vota per Delegazioni, ciascuno Stato nella circostanza pesando uno, a prescindere quindi dalla consistenza degli aventi diritto popolari che invece, prima, determina il numero degli Elettori (in buona sostanza, nel Collegio oggi la California e l’Alaska valgono rispettivamente cinquantaquattro e tre Elettori mentre nella Contingent Election, alla pari, uno)

‘Convention’:
il Congresso quadriennale del partito nel quale vengono ufficializzate le candidature.
La prima fu organizzata nel 1831, in vista delle elezioni del seguente 1832, dall’allora significativo Partito Antimassonico.
Le votazioni per la scelta ufficiale del candidato si definiscono ‘ballot’ (ballottaggi).
Per lunghi anni, la maggioranza da raggiungere per la Nomination era quella, difficile, dei due terzi la qual cosa concedeva, in particolare tra i Democratici, ai ‘sudisti’ di condizionare pesantemente in senso anti-diritti civili (per dirla in soldoni) la scelta.
Da quando, nel 1936, la maggioranza richiesta è scesa a quella assoluta, sempre più spesso (ma non in ogni circostanza) uno dei candidati raggiunge ben prima della Convention formalmente il numero prescritto di elettori.
In cotal modo, il Congresso quadriennale, ha perso buona parte del fascino originale (benissimo rappresentato, volendo, al cinema da ‘The Best Man’, ovvero ‘L’amaro sapore del potere’, 1964, ricavato da una piece di Gore Vidal).

‘Convention bounce’:
il ‘bounce’ (rimbalzo) del quale si parla si ha quando i sondaggi vengono fatti a Convention in corso e/o, a maggior ragione, immediatamente dopo.
Nell’occasione il nominando (poi, nominato) ha maggior seguito nelle rilevazioni di appena prima e molto spesso di dopo.

‘Cooping’:
occorreva che ai fini di costringere forzatamente al voto e controllarlo, bande organizzate, fra l’altro, ‘rapissero’ (in effetti li raccattavano) gli ubriachi e li mantenessero tali portandoli ai seggi a ripetutamente votare.
Per inciso, quasi certamente, Edgard Allan Poe venne a morte a Baltimora in conseguenza di un tale trattamento.

‘Cooking the books’:
ovvero ‘contabilità creativa’.
Così sono definiti i sondaggi non accurati e per conseguenza fallaci.

‘Copperheads’:
furono così chiamati (perché indossavano distintivi a forma di ‘moneta di rame’) i Democratici pacifisti che si opponevano a Lincoln volendo una politica conciliatoria nei confronti del Sud.

Corte Suprema:
attualmente formata da nove Giudici (otto più il Presidente), ha assunto una fondamentale importanza unendo in se, per capirci, le funzioni in Italia esercitate dalla Corte Costituzionale e dalla Cassazione, in particolare sotto la lunga Presidenza di un grande giurista quale fu John Marshall.
I componenti, così come il ‘Chief’, sono nominati dal Capo dello Stato la cui scelta va però ratificata dal Senato.
Estremamente importante la posizione più o meno conservatrice o liberal del Presidente, della maggioranza senatoriale, della persona proposta.
È capitato (e capita) che uno o più tra i Giudici della Corte si esprimano per sentenza votando differentemente rispetto a quanto le loro posizioni partitiche (dopo tutto sono espressione di un inquilino della Casa Bianca e pertanto di un uomo di partito) potessero o possano far credere.
Questo perché, prima considerazione, sono normalmente persone di alto profilo.
Poi, perché sono eletti a vita (potendo peraltro dimettersi).
Poi ancora – l’indipendenza economica conta eccome – perché i loro compensi sono intoccabili.
Si è detto nelle prime righe che ‘attualmente’ sono nove ed in effetti nessuno vieta che possano essere meno o di più.
Nove, comunque, funziona.

‘Criteria:
è un vocabolo latino usato per indicare le disposizioni date dalle Direzioni Nazionali dei partiti in materia elettorale e comunque politica al fine di regolare i confronti interni tra candidati. Molto importanti i ‘criteria’ che regolano i dibattiti televisivi interni e prima le norme rispettando le quali si può essere agli stessi ammessi.

‘Dark Horse’:
è così definito – prendendo il termine dall’ippica – il candidato che vince pur non essendo il favorito.

‘Deadline’:
è la scadenza prima della quale il candidato ad una carica deve essersi dichiarato tale ottemperando alle disposizioni in relazione localmente previste.

‘Deadlocked Convention’:
è così definita la Convention che quanto alla determinazione del candidato alla Casa Bianca è a un punto morto (andrebbe detto ‘era’ a un punto morto dato che oramai da tempo il sistema delle Primarie e dei Caucus e il fatto che per la designazione non necessiti più una maggioranza dei due terzi fa in modo che questo non accada). Per conseguenza, si cerca e trova un candidato ‘di compromesso’.

‘Democracy’:
è il termine in uso per descrivere il sistema di governo nel quale alla fine il potere appartiene al popolo.

‘Democratic National Committee (DNC):
è il Comitato che sovraintende alle attività partitiche e al supporto degli eletti al Congresso del movimento politico il cui simbolo è l’Asinello

‘Democrats abroad’:
il Partito Democratico ha proprie rappresentanze in diversi Paesi, rappresentanze nelle quali confluiscono gli Americani di area per necessità o lavoro in giro per il mondo, in particolare per il voto e la scelta di un certo numero di delegati in vista della Convention.

‘Direct Elections’:
si hanno quando l’elettore può votare direttamente per un candidato o per un partito, senza mediazioni come invece accade nelle Presidenziali.

‘Direction of Country rating’:
indica il livello di approvazione rispetto al quesito se il Paese si stia muovendo nella giusta direzione o in quella sbagliata.

‘Diritto di voto’:
dal 1920 il diritto di voto è concesso a tutti i cittadini (donne incluse e fino ad allora a livello federale non ammesse!) che abbiano raggiunto la maggiore età, in regola con le leggi, che si siano registrati alle liste elettorali (è possibile farlo personalmente negli uffici deputati e, in trentanove Stati più il Distretto di Columbia, online), risultino pertanto in possesso della ‘Voter registration card’.
Dovrà essere esercitato (salvo nei casi nei quali le leggi locali lo permettano) nel ‘polling place’ indicato.
Ad oggi molto Stati – tema sul quale i partiti si contrappongono essendo i Repubblicani tendenzialmente contrari – consentono il voto postale.
La predetta iscrizione è regolata da leggi statali che possono localmente variare ed è normalmente previsto che debba avere luogo entro un determinato giorno precedente (‘deadline’) l’apertura dei seggi.

‘District’:
l’area geografica che un eletto rappresenta.

‘District of Columbia’:
in questo contesto, il District nel quale si colloca la capitale Wahington e che non è uno Stato, è da prendere in considerazione perché dalle votazioni del 1964, a seguito di un Emendamento costituzionale, nomina tre propri Elettori.
Si aggiungono a quelli spettanti agli Stati portando il totale a cinquecentotrentotto e la maggioranza assoluta a duecentosettanta.

‘Dixiecrats’:
1948, non contenti delle aperture sui diritti civili in specie nei confronti dei neri proposte dal candidato e Presidente uscente Harry Truman, una parte dei delegati alla Convention democratica esce dal partito e nomina pretendente a White House J. Strom Thurmond.
Si denominano ‘Dixiecrats’ e ottengono un buon risultato negli Stati del Sud. La loro defezione peraltro non influisce sulla rielezione di Truman.

‘Dog whistle’:
in origine, il fischietto usato per richiamare i cani. È la tecnica con la quale si cerca di dilatare le proposte, in verità di poca consistenza, di un candidato facendole apparire più sostanziose al fine di ottenere il consenso degli elettori.

‘Drain the swamp’:
laddove ‘swamp’ significa ‘palude’, frase usata da Reagan per indicare la necessità di sburocratizzare e di combattere l’inefficienza.

‘Dry’:
ovvero ‘asciutto’, termine usato per definite i proibizionisti.

Duemilanovecentoventidue:
otto anni, due dei quali (gli elettorali) bisestili, e per conseguenza appunto duemilanovecentoventidue giorni.
Questa – a seguito della approvazione dell’Emendamento che nel 1951 ha posto il limite di due elezioni a White House – la permanenza massima possibile (ove si escluda il caso di un Vice Presidente subentrato al titolare nel corso del secondo biennio di mandato dello stesso, la qual cosa gli permetterebbe di arrivare, se eletto a propria volta in due occasioni, al limite, fino a dieci anni meno anche un solo minuto) da allora sullo scranno presidenziale.

‘Early voting’:
il ‘voto anticipato’ permette alle persone di votare prima della data indicata.
Le disposizioni in merito competono agli Stati.

‘Election Bellwether Counties’:
Le ‘Election Bellwether Counties’ degli Stati Uniti sono le contee che votano in linea con il Paese nel suo insieme in occasione delle elezioni presidenziali.
In buona sostanza, quelle che si esprimono per il candidato che alla fine vince.
Ci sono un totale di 3.142 contee o contee equivalenti negli USA.
La sola ad aver votato per il vincitore nelle votazioni novembrine nell’anno bisestile in ogni occasione a partire dal 1980 è quella di Clallalm, Washington State, capoluogo Port Angeles.

‘Election fraud’:
è l’attività criminale tesa a ledere l’integrità del voto.

‘Election season’:
è un neologismo creato in relazione alle elezioni 2020.
Molte essendo le anticipazioni di voto (postale o tramite la consegna delle schede) consentite da parecchi Stati, iniziando il North Carolina già il 4 settembre, lo ‘Election day’ (dal 1848, il primo giorno dopo il primo martedì del mese di novembre dell’anno bisestile) va tramontando sostituito appunto dalla ‘Election season’.

‘Electoral College’:
il Collegio Elettorale è composto dagli Elettori scelti nel corso delle votazioni definite ‘Presidenziali ‘ e che tali in verità non sono.
Questi Elettori (negli USA vergati con la E maiuscola per distinguerli dal popolo che in quanto votante ha l’iniziale minuscola) sono attualmente cinquecentotrentotto, pari al totale dei Parlamentari nazionali (quattrocentotrentacinque Rappresentanti e cento Senatori) più i tre spettanti al Distretto di Columbia.
Ogni Stato ne elegge un numero uguale a quello dei propri Congressisti.
I componenti il Collegio provvedono poi, ‘il primo lunedì seguente il secondo mercoledì del successivo dicembre’, riuniti per Delegazione nelle capitali appunto statali, alla ‘vera’ nomina del Presidente.
Nell’ipotesi in cui (come accaduto nel 1824 essendo quattro allora i pretendenti capaci di vincere in almeno uno Stato) nessuno degli aspiranti – si deve comunque scegliere tra i tre più votati – alla nomina abbia raggiunto la maggioranza assoluta degli Elettori (pari oggi e dal 1964 a duecentosettanta), la competenza passa alla Camera che se ne occuperà dopo l’Insediamento del 3 gennaio seguente e che voterà ‘per Delegazione’ valendo ciascuno Stato uno a prescindere dal numero dei suoi Elettori.

‘Electoral spread’:
è il differenziale tra due candidati. Viene utilizzato anche per confrontare due momenti elettorali diversi.

‘Electoral System’:
regola l’intero processo elettorale.

‘Electoral week’:
è dal 1848 il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre dell’anno bisestile giorno elettorale nazionale l’Electoral day’.
Con l’incremento del voto postale – contrastato dai repubblicani e voluto dai democratici – considerando i tempi necessari per le verifiche conseguenti, si pensa che in futuro, non essendo assai probabilmente possibile avere alla chiusura dei seggi l’esito della votazione, occorreranno per la bisogna più giorni.
Per cui non più ‘Election day’ ma, tutto considerato, appunto ‘Electoral week’ (si veda anche la voce ‘Elelection Season’ sopra trattata).

Elefante:
simbolo del Partito Repubblicano per questo definito dell’Elefante o dell’Elefantino. Vengono altresì chiamati Elefanti o Elefantini gli esponenti e gli elettori del partito.

‘Elephant in the room’:
si dice di argomento, accadimento, persona del o della quale, pur essendo sotto gli occhi di tutti, non si parli volutamente perché parlarne causerebbe problemi.

Elettori
(l’iniziale maiuscola sempre data nel testo a questi signori – negli States effettivamente chiamati ‘Electors’ – è una mia iniziativa, li distingue dagli ‘elettori’ comuni, con l’iniziale minuscola): coloro che nominati “il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre dell’anno bisestile” (allorquando si afferma venga scelto dal popolo il Capo dello Stato, cosa che non corrisponde al vero essendo l’elezione dell’inquilino di White House di secondo grado e non diretta ad opera dei cittadini) in effetti eleggono il Presidente degli Stati Uniti “il primo lunedì dopo il secondo mercoledì del successivo mese di dicembre”.
Sono attualmente, sulla base degli esiti del Censimento del 2020, e dal 1964 cinquecentotrentotto – pari al numero dei Senatori (cento, due per ogni Stato) e dei Rappresentanti (quattrocentotrentacinque, distribuiti in proporzione al numero degli abitanti quale risulta dal decennale Censimento) ai quali hanno in totale diritto i cinquanta Stati dell’Unione con in aggiunta tre delegati del Distretto di Columbia – eletti nella indicata circostanza Stato per Stato. La maggioranza assoluta da raggiungere da parte dei candidati è pertanto pari a duecentosettanta.

‘Endorsement’:
pubblica dichiarazione di appoggio a favore di un candidato ad una carica elettiva da parte di un esponente politico, di un sindacato, di una associazione, di un movimento partitico o quant’altro.

‘Exit poll’:
sondaggio all’uscita dai seggi compiuto chiedendo agli elettori di ripetere il voto effettivamente dato.

‘Faithless electors’:
sono così chiamati gli Elettori che in sede di Collegio Elettorale non rispettano gli impegni assunti e votano per candidati diversi da quelli per i quali si erano impegnati. In proposito, molti i contrasti arrivati anche alla Corte Suprema e non poche le disposizioni statali limitanti.

‘Far-left’:
estrema sinistra, un mondo negli USA molto composito. Accuse di appartenere a tale area vengono fatte dai conservatori agli esponenti, a seconda della visione che se ne ha, più progressisti, radicali, socialisteggianti o socialisti della politica e questo sia per ragioni ideologiche che elettorali.

‘Favorite son’:
in altri tempi (quando alle Convention si arrivava senza una maggioranza predeterminata, in specie perché per ottenere la Nomination occorreva il voto dei due terzi dei delegati), nelle prime votazioni, occorreva che gli Stati, al fine di tenersi le mani libere per contrattare e far pesare il proprio appoggio, si esprimessero per un loro uomo (‘the favorite son’, il ‘figlio favorito’) la cui candidatura veniva poi ritirata a convenienti patti raggiunti.

‘Federal Election Committee’:
ha incombenze di vario tipo in particolare in relazione alle spese elettorali dei candidati ma è importante anche perché registra ufficialmente tutte le candidature che sono infinitamente più numerose di quelle normalmente note essendo i partiti americani uno stuolo

‘Ferguson effect’:
agosto 2014, a Ferguson, Missouri, i gravi disordini conseguenti l’uccisione di un giovane nero da parte di un poliziotto portarono ad un aumento del locale tasso di criminalità. È da allora che allorquando altrettanto accada nel Paese, la grave situazione – che molto incide certamente negli anni elettorali nell’indirizzare i sentimenti e i voti – viene appunto così definita.

‘Filibuster’:
è la tattica dilatoria in uso da parte delle minoranze per cercare di impedire prolungando il dibattito la votazione su una legge o deliberazione alla quale ci si oppone.

‘First in the South’:
è così denominata la Primaria del South Carolina perché messa usualmente – non sempre – in calendario dopo Iowa, New Hampshire e Nevada, Stati che si collocano altrove rispetto al Sud nell’Unione.

‘First Gentleman’:
titolo formale eventualmente da assegnare al marito di una Signora (finalmente) approdata a White House.
Se ne è parlato ovviamente nel 2016 essendo candidata Hillary Rodham Clinton.

‘First Lady’:
è il titolo formale assegnato alla moglie del Presidente.

‘Flag’:
la bandiera degli Stati Uniti è composta da tredici strisce orizzontali – sette rosse e sei bianche alternate, che rappresentano le ex Colonie che hanno dato origine alla Nazione – e nel riquadro in alto a sinistra da cinquanta stelle bianche a cinque punte disposte su nove fila di sei o cinque che si alternano – che sono gli attuali cinquanta Stati.
Il 14 giugno di ogni anno si celebra il ‘Flag Day’ a seguito di una determinazione del Secondo Congresso Continentale. Ogni qual volta necessario per l’entrata nell’Unione di nuovi membri il drappo in uso viene bruciato e sostituto in una cerimonia che ha luogo il 4 luglio a Philadelphia.

‘Flyover Country’:
è quella parte del Paese che viene sorvolata con gli aerei della quale non si tiene conto ma che vota eccome.

‘Founding Fathers’:
‘Padri fondatori’ è definizione che dovrebbe fare riferimento solo a coloro che firmarono la Dichiarazione di Indipendenza ma che personalmente estendo al altri tra ‘i cinquanta semidei’, come li definì Thomas Jefferson (che era uno di loro), che comunque idearono gli Stati Uniti e ne gettarono le fondamenta costituzionali, giuridiche e sociali.

‘Forecaster’:
termine in uso in differenti ambiti – e quindi anche in politica – che identifica una persona (un analista) teoricamente in grado di prevedere con buona probabilità il futuro.

‘Forgotten man’:
l’uomo, la persona, la categoria di soggetti i cui interessi e diritti sono stati trascurati, dimenticati, nei cui confronti si promette ricorrentemente di agire.

‘Front runner’:
è il candidato che nel corso di Caucus e Primarie si porta in testa quanto al numero dei delegati alla Convention conquistati.

‘Fundraising’:
è l’azione di raccolta fondi in politica a sostegno di un candidato. È gestita da ‘fundraiser’.

‘General election’:
è la votazione alla quale partecipano candidati generalmente scelti dai partiti con Primarie e Caucus. Si svolgono a livello locale, statale e nazionale.

Gentrificazione (da ‘gentry’):
è il processo attraverso il quale quartieri un tempo popolari sono riqualificati e diventano preda di investitori immobiliari e commerciali escludendo gli autoctoni.

‘Gerrymandering’:
nei singoli Stati la composizione dei Distretti Elettorali è di competenza locale. Ciò comporta aggiustamenti e accorpamenti tesi a favorire l’elezione di esponenti del partito al momento in grado di decidere in merito.
Il nome deriva da quello di un Governatore del Massachusetts (Elbridge Gerry, poi Vice Presidente) dei primi Ottocento.
Guardando la mappa colorata dello Stato dopo i suoi armeggi, un tale ebbe a dire: “Pare una salamandra” (salamandra = ‘salamander’ da cui ‘salamandering’ da cui appunto ‘gerrymandering’),

‘Governor’:
è colui che esercita il potere esecutivo in uno Stato. Il titolo deriva dalla denominazione inglese dei funzionari che appunto governavano le tredici colonie.
È eletto direttamente dal popolo per un mandato quadriennale (tranne nel New Hampshire e nel Vermont dove è biennale).
I singoli Stati dettano in materia le leggi che riguardano i poteri e la rieleggibilità.

‘Grand Old Party’:
altro appellativo del Partito Repubblicano.
L’acronimo GOP viene in alternativa usato per indicare il movimento politico, i suoi esponenti e i suoi elettori

‘Grandfather clause’:
terminata la Guerra di Secessione ed entrati in vigore i due Emendamenti che concedevano il diritto di voto ai neri (uomini, le donne comunque escluse), al fine di impedire loro di esercitarlo, gli Stati del Sud introdussero varie norme limitative.
Due le più importanti.
In primo luogo, occorreva dimostrare di sapere leggere e scrivere.
Poi, di conoscere il testo della Costituzione.
Così operando però anche molti elettori bianchi incolti restavano esclusi. È al fine di superare tale impasse che fu ideata la cosiddetta ‘Clausola del nonno’.
Si stabilì cioè che potevano essere ammessi a prescindere ai seggi anche tutti coloro che dimostravano che il padre o i nonni avevano votato prima del 1868. E visto che certamente i neri non potevano vantare questo antefatto…

‘Grassroots’:
ovvero, letteralmente, ‘radici dell’erba’.
Vengono così definiti i movimenti politici di base spontanei che nascono localmente all’interno di una comunità e trovano linfa nel volontariato.

‘Greenback’:
partito che si presentò in tre circostanze alle Presidenziali tra il 1876 e il 1884. Sosteneva l’inflazione monetaria, una tassa proporzionale sul reddito e il suffragio femminile. Ottenne il massimo risultato con James Weaver nel 1880 con poco più del tre per cento dei suffragi.

‘Hard money’:
è il contributo/donazione diretto esplicitamente ad uno specifico candidato, non genericamente ad un partito.

‘Heartbeat’:
è il Vice Presidente che si trova ‘a un battito di cuore’ dalla Casa Bianca. Dovesse mai fermarsi quello del Capo dello Stato…

‘House of Representatives’
si chiama ‘Camera dei Rappresentanti’ il ramo del Congresso nel quale – ai sensi e per conseguenza della approvazione da parte dei Costituenti del cosiddetto ‘Compromesso del Connecticut’ che introdusse il bicameralismo – è appunto rappresentato il popolo. Ogni Stato ha diritto ad un minimo di un eletto nel consesso (sei sono attualmente in tale situazione).
Essendo per disposizione di legge il numero totale dei ‘Representatives’ fissato a quattrocentotrentacinque, sono distribuiti proporzionalmente alla consistenza degli abitanti quale risulta dal decennale Censimento. Possono pertanto aumentare o diminuire e guardando proprio a tali mutazioni si può tenere storicamente conto dei movimenti e delle migrazioni interne come dei progressi o dei declini sociali delle singole realtà.
Gli Stati delimitano al proprio interno la composizione dei Distretti elettorali.
Essendo il mandato dei Rappresentanti biennale, il totale rinnovo avviene ogni due anni, in occasione e coincidenza delle votazioni per gli Elettori e nelle cosiddette Mid Term Elections.
Gli eletti entrano in carica il 3 gennaio dell’anno seguente la chiamata alle urne degli aventi diritto.

‘Hyphenism’:
fedeltà a due diversi Paesi, quello d’origine e quello di adozione. Da ‘hyphen’, trattino o lineetta di unione (‘Irish-American’, per esempio).
In uno Stato i cui abitanti erano immigrati, una condizione in molte circostanze significativa. Le appartenenze hanno sempre avuto – ovviamente – importanza in campo politico ed elettorale.

‘Identity politics’:
è la tendenza di un gruppo di individui che per ragioni inerenti alla religione, l’appartenenza etnica e/o il background tendono a cercare e trovare diverse collocazioni politiche, spesso al di fuori dei partiti esistenti.

‘Impeachment’:
è la messa in stato d’accusa del Presidente (come pure di funzionari) da parte della Camera – che può assumere a maggioranza l’iniziativa – per tradimento, corruzione e altri crimini o misfatti (‘Crimes and Misdemeanors’, dizione estremamente generica). Se l’assemblea citata lo ritiene, il Presidente (lasciamo da parte gli altri) va a giudizio davanti al Senato che, essendo in quel momento Organo Giudiziario, viene per la bisogna presieduto dal ‘Chief’ della Corte Suprema e non dal Vice Presidente (per Costituzione sua guida).
Perché si arrivi alla destituzione il giudizio negativo (positivo quanto alla richiesta) deve essere votato dai due terzi dei presenti.
Finora, tre i Capi dello Stato sottoposti alla procedura ed assolti: Andrew Johnson, Bill Clinton e Donald Trump (due volte).
Contrariamente a quanto universalmente si ritiene, Richard Nixon non fu soggetto all’Impeachment in quanto dimessosi prima dell’inizio della procedura.

‘Inauguration’:
è il giorno nel quale l’eletto prende possesso della carica.

‘Incumbent’:
è così definito il funzionario (e quindi anche il Presidente) il cui mandato in scadenza egli intenda rinnovare candidandosi nuovamente.

‘Independents’:
oltre, ovviamente, ai candidati non riferiti a partito alcuno, sono definiti indipendenti gli iscritti alle liste elettorali che non hanno dichiarato affiliazione.

‘Interstate agreement’:
è un accordo raggiunto tra due o più Stati. Interessa nel caso e se ne conseguono norme in campo elettorale.

‘Invalid Votes’:
sono i voti dei quali non si deve tenere conto.

‘Invisible Primaries’:
il periodo delle ‘Primarie invisibili’ è quello precedente l’inizio della maratona elettorale che si articolerà appunto attraverso i Caucus e le vere Primarie. È il momento nel quali i molti candidati si confrontano, scremandosi, nei dibattiti televisivi stabiliti dai rispettivi Comitati Elettorali Nazionali, nella spesso decisiva raccolta fondi, nei sondaggi, non chiedendo ai cittadini di votarli…

Ispanici e Latinoamericani:
coloro che provengono da un Paese dove si parla lo spagnolo, non necessariamente in Sudamerica: per esempio il Messico e proprio la Spagna.
Si differenziano dai Latinoamericani (Latinos) perché questi arrivano da un Paese dell’America Latina non necessariamente di lingua spagnola, ad esempio il Brasile.

‘Lame-duck’:
ovvero ‘Anatra zoppa’: così viene definito il Presidente che non ha una maggioranza amica nei due rami del Congresso e pertanto opera con notevoli conseguenti difficoltà.
Può essere così definito, altresì, il Capo dello Stato uscente e non confermato che comunque resta in carica con tutti i poteri fino all’Insediamento del successore.

‘Lame-duck session’:
è il periodo intercorrente tra le Presidenziali e l’entrata in carica il 3 gennaio
dell’anno seguente della nuova Legislatura. Nel mentre, i Congressisti eventualmente non eletti mantengono comunque tutti i loro poteri.

‘Landslide’:
gergalmente ‘valanga’, è una affermazione ottenuta conquistando un numero di voti e/o di Elettori tale da travolgere il rivale. Nei tempi recenti, tre le votazioni per White House così definibili: Lyndon Johnson nel 1964, Richard Nixon nel 1972 e Ronald Reagan nel 1984.

‘Laws’:
le leggi sono regole accettate e adottate dai cittadini per regolare la propria vita le proprie azioni.

‘Left-wing’:
gli uomini politici e i partiti che si riconoscono in questa collocazione, in tale area, dichiarano di rifiutare la gerarchia sociale e di sostenere l’uguaglianza e l’egualitarismo.
Nell’ambito, estremizzando e arrivando a quella che viene definita ‘White left-wing rhetoric’, capita che si parli dei neri guardando esclusivamente o quasi al colore della loro pelle (trascurando le singole personalità, i caratteri e le idee), valutandoli positivamente a prescindere. È questa, indubbiamente, una differente forma di razzismo.

‘Legislativ Process’:
è il termine con il quale si definisce la procedura attraverso la quale una legge diventa legge.

‘Legislativ Term’:
è il periodo di tempo nel quale un eletto ricopre un incarico.

Legislatura:
ogni Legislatura ha la durata di due anni dato che a questo riguardo si considerano le elezioni per la Camera i cui componenti hanno appunto mandato biennale.
Ha inizio il 3 gennaio dell’anno successivo a quello delle votazioni, siano quelle concomitanti con le Presidenziali, siano le Mid Term.

‘LGBTQIA+’:
identifica lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e quanti (‘queer’) non sono del tutto consapevoli di una appartenenza sessuale determinata. È dagli anni Novanta del trascorso Novecento che dei diritti di questi particolari gruppi si discute animatamente tra conservatori e liberal.

Linea di Successione:
nel caso in cui il Presidente sia impedito per malattia o altre necessità di fare fronte ai propri impegni viene sostituito (‘Acting President’, il desso incaricato) dal Vice.
Se anche questi fosse impossibilitato, la Linea prevede quali seguenti possibili A. P. lo Speaker della Camera, il Presidente pro tempore del Senato, i membri del Gabinetto l’ordine di subentro dei quali, partendo dal Segretario di Stato, è indicato dalla legge.

Liste elettorali:
il diritto di voto è collegato al raggiungimento della maggiore età (oggi, diciotto anni).
Peraltro, per esercitarlo, è necessario iscriversi alle Liste Elettorali. Nel farlo, si può dichiarare (ma anche no) il proprio orientamento politico, il partito di riferimento.

Luogotenente Governatore:
con l’eccezione di Arizona, Maine, New Hampshire, Oregon e Wyoming, accanto al Governatore agisce il ‘Lieutenant’.
Essendo la materia regolata da leggi locali, l’elezione dello stesso, le funzioni che esercita e la sua possibile appartenenza a un partito diverso da quello del Governatore vanno verificate.

‘Magic number’:
è il numero di Elettori necessario per ottenere la maggioranza assoluta nelle votazioni cosiddette presidenziali e diventare Capo dello Stato.
Evidentemente, aumentando gli Stati, il totale dei delegati nazionali da eleggere si è adeguato. Dalle elezioni del 1964, essendo questi in totale cinquecentotrentotto, il ‘numero magico’ è duecentosettanta.

‘Majority and Minority Leaders’
al Senato come alla Camera, nelle prime sedute di ogni Legislatura, i partiti si organizzano e a scrutinio segreto scelgono i rispettivi capi.
Il movimento politico che ha nei consessi il più gran numero di scranni elegge pertanto, alla Bassa come alla Alta, al proprio interno, il ‘Majority Leader’.
L’altro provvede di contro alla individuazione del ‘Minority Leader’.
Coadiuvati dai rispettivi ‘Whip’, operano in accordo (teorico?) con gli organi delle Camere di appartenenza per organizzarne e regolarne i lavori.

‘Majority Vote’:
è il sistema elettorale nel quale il candidato che riceve più voti vince le elezioni.

‘Majority-vote system’:
tutti i candidati, prescindendo dalla appartenenza politica, concorrono. È eletto chi supera il cinquanta per cento dei voti. Nel caso in cui nessuno risulti in grado di farlo, si procede a una seconda votazione tra i primi due classificati.

Maledizione dell’anno zero’ (‘Zero-year curse’, ‘Curse of Tippecanoe’, ‘Tecumseh Curse’, ‘Presidential Curse’, ‘Twenty-year Curse’, ‘Twenty-year presidential Jinx’), laddove il riferimento a Tippecanoe o a Tecumseh è alla battaglia nella quale il futuro Presidente William Harrison sconfisse il grande capo pellerossa il cui fratello (se non egli stesso) la lanciò.
Dal 1840 e fino al 1960 compreso, tutti gli inquilini eletti o confermati in carica in un anno con finale zero sono morti, quattro per cause naturali e quattro assassinati: William Harrison (vincitore appunto nel 1840), Abraham Lincoln (rieletto nel 1860), John Garfield (votato nel 1860), William McKinley (confermato nel 1900), Warren Harding (vittorioso nel 1920), Franklin Delano Roosevelt (rieletto una terza volta nel 1940), John Kennedy (in sella dopo la vittoriosa campagna datata 1960).
La sequenza si è interrotta con Ronald Reagan, vincente nel 1980, che scampò miracolosamente ad un attentato.

‘Mandatory retirement date’:
i Giudici Federali tutti (e in primis quelli della Corte Suprema) non hanno alcun limite temporale di mandato. Non altrettanto, a livello di molti Stati trentatre dei quali più il District of Columbia propongono norme costituzionali in merito. (Divertente, il fatto che nel 2003 il Vermont abbia deciso di mandare in pensione i novantenni, mentre in genere il commiato riguarda persone tra i settanta e i settantacinque).

‘Manifesto’:
in italiano perché ripreso non mutato, e da allora usato in campo politico, da Nathaniel Brent nella sua traduzione della ‘Storia del Concilio di Trento’ di Paolo Sarpi.

‘Margin of error’:
ogni rilevazione sondaggistica, per quanto accurata sia, prevede un margine d’errore. Maggiore o minore a seconda dei criteri seguiti e del numero degli elettori coinvolti.

‘Maverick’:
è così denominato il candidato non identificabile – per quanto lo rappresenti elettoralmente – con uno dei partiti in corsa per la carica (presidenziale ma non solo).
Era così chiamato il vitello non marchiato del quale pertanto non si conosceva il padrone.

‘Mid Term Elections’:
essendo il mandato dei Rappresentanti biennale e venendo ogni due anni rinnovato un terzo dei Senatori, ovviamente, oltre alle tornate elettorali per i due rami del Congresso coincidenti con le votazioni per la scelta degli Elettori, si svolgono, a metà (e per questo vengono in cotal modo chiamate) del mandato presidenziale, le ‘Mid Term Elections’.
Nella circostanza, ‘il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre’ dell’anno pari intermedio tra le Presidenziali, come detto, gli scranni della Camera sono messi tutti in gioco, mentre quelli del Senato solamente per la Classe di membri dello stesso in scadenza (un terzo, ai quali si possono aggiungere, se del caso, elezioni per seggi vacanti a seguito di morte o dimissione del titolare).

‘Muckrakers’:
così Teddy Roosevelt definì alcuni suoi critici paragonandoli all’uomo col rastrello da letame nel ‘Pilgrim’s Progress’ di John Bunyan, personaggio che non riesce mai a vedere ciò che lo circonda perché guarda solo in basso al lerciume che sta spalando.

‘Neck to neck’:
testa a testa.

‘New Deal’:
è l’espressione con la quale si definiva e definisce il piano di riforme economiche e sociali voluto da Franklin Delano Roosevelt al fine di combattere la Grande Depressione.

‘New Deal Coalition’:
viene così definito il fronte di gruppi politici, sociali ed economici creato da Franklin Delano Roosevelt sulla base del ‘New Deal’. Resse sostanzialmente – sia pure con l’intervallo delle due Presidenze Eisenhower nei Cinquanta – dal 1932 al 1968, quando Nixon prevalse su Humphrey.

‘Nomination’:
l’investitura a candidato alla Presidenza che viene ufficializzata nelle Convention.

‘Nominee’:
la persona infine scelta da un partito per rappresentarlo in una elezione.

‘None of the Above’:
è l’opzione che consente all’elettore di non votare per nessuna delle persone candidate.

‘Notable declared candidates’:
sono così definiti i candidati a White House regolarmente iscritti alla ‘Federal Election Commission’ (FEC) che ricoprano o abbiano in precedenza ricoperto incarichi pubblici o che altrimenti dimostrino di avere alle spalle una organizzazione che permetta loro di avere un qualche riscontro in termini di voti.
Negli ultimi anni, ai democratici e ai repubblicani si sono faticosamente e non in ogni occasione aggiunti i libertariani e i verdi.

‘NRA, National Rifle Association’:
nota come ‘Lobby delle armi’, è l’associazione dei produttori di armamenti ed è particolarmente importante ai fini elettorali appoggiando economicamente e sostenendo i politici più vicini e ostacolando i contrari. È usualmente prossima al Partito Repubblicano.
Tale ruolo si è ufficialmente esplicitato per la prima volta a livello di Presidenziali nel 1980, quando dichiarò il proprio sostegno a Ronald Reagan.

‘October surprise’:
la ‘sorpresa d’ottobre’ – sperata dal candidato nei sondaggi perdente e temuta da quello collocato in vantaggio dalle rilevazioni – sarebbe l’accadimento, la rivelazione, la voce sostenibile e accreditata che all’ultimo momento (dato che si vota il primo martedì dopo il primo lunedì di novembre) sposta gli equilibri e provoca inattesi rovesciamenti.

‘Official affiliation’:
iscrizione alle liste elettorali con indicazione del partito di riferimento.

‘Ohioans’:
tra il 1868 (prima elezione di Ulysses Grant) e il 1920 (vittoria di Warren Harding) un totale di sette ‘figli dell’Ohio’ arrivò alla Presidenza. Oltre ai due citati, nell’ordine, Hayes, Garfield, B. Harrison, McKinley e Taft.

‘Opinion poll’:
rilevazione fatta usualmente via telefono per conoscere le intenzioni di voto degli elettori.

‘Originalism’:
ovviamemente in italiano Originalismo: teoria che nella interpretazione dei testi costituzionali si contrappone alla evolutiva. Vuole la massima possibile aderenza al ragionevole significato (‘original meaning’) ossia all’intenzione (‘original intent’) dei Padri Costituenti nel dettare le disposizioni.

‘Overhang Seat’:
occorre quando un partito arrivi a ricoprire in un consesso più scranni di quanti il voto in proporzione gliene attribuirebbe.

‘Override veto’:
la situazione congressuale nella quale le Camere superano il veto presidenziale ad una legge votandola nuovamente con la richiesta maggioranza qualificata dei due terzi

‘Overton window’ (‘finestra di Overton’):
è un concetto di ingegneria sociale introdotto da Joseph Overton. Dice (e dimostra) che ogni idea o affermazione – non certamente solo in campo politico laddove, semplificando, si confrontano progressisti e conservatori – per quanto inammissibile o addirittura intollerabile eticamente e pubblicamente appaia (e sia percepita) in un determinato momento e contesto, può essere da ultimo fatta accettare operando in sequenza secondo uno schema che prevede sei diverse fasi.
Da – inconcepibile (‘unthinkable’), si agisce perché passi a – estrema (‘radical’), poi a – accettabile (‘acceptable’), a – ragionevole (‘sensible’), a – diffusa (‘popular’), a – legalizzata (‘policy’) e i giochi sono fatti.
Storicamente, in infiniti casi – con minore rapidità quanto all’oggi essendo i mezzi di comunicazione e diffusione culturali assai meno avanzati – si è su questa falsariga proceduto. Ovviamente – mentre l’iter illustrato può essere considerato (non da tutti, dalla maggioranza che si è andata sullo stesso percorso formando) ai nostri giorni liberal, corretto, come detto, progressista – anche nel senso opposto, riuscendo ad ottenere che da ‘legalizzata’ una idea, da parte di qualcuno ritenuta di contro moralmente condannabile, arrivi infine ad essere ‘inconcepibile’.

‘Parliamentary Sovereignty’:
si ha quando il potere del Parlamento è superiore a quelli dell’Esecutivo e del Giudiziario.

‘Perennial candidates’:
sono in questo modo definiti quei personaggi che si candidano ripetutamente ad una carica non avendo possibilità di effettiva elezione.
Può capitare, come nel caso di Eugene McCarthy, che in una prima occasione (era il 1968) abbiano una qualche probabilità di riuscita, fallita la quale, non accettando le retrovie, sempre meno efficacemente, riprovino cambiando schieramento.
Non devono essere in cotal modo definiti uomini quali Eugene Debs – molte volte investito della Nomination del Partito Socialista nei primi decenni del ventesimo secolo – in quanto ‘di bandiera’, in rappresentanza di una idea.

‘Perennial Swing State’:
Stati che con buona regolarità votano differentemente non restando ancorati a un partito. Sono gli Stati ai quali si deve maggiore attenzione perché i loro spostamenti decidono le elezioni.

‘Platform’:
il programma dei partiti come approvato nelle Convention.

‘Platform Committee’:
è il Comitato preposto alla formulazione del programma dei partiti.

‘Pledged delegates’:
altresì detti ‘bound delegates’, sono i delegati alle Convention ai quali è posto un limite (‘bound’): sono difatti tenuti a votare nel primo ballottaggio congressuale secondo i risultati delle consultazioni primarie dei loro Stati e quindi il candidato al quale sono collegati.

‘Political Action Committee’:
sono i PAC e i Superpac Comitati che nascono per organizzare la raccolta fondi a favore di un candidato. Possono usare, e lo fanno, i denari raccolti anche per ostacolare gli avversari del politico che sostengono.

‘Political Party’:
è un gruppo di persone che si prefigge di governare e legiferare seguendo un programma elettorale scelto e voluto.

‘Political Pressure Group’:
organizzazione tesa ad influenzare il Governo, la legislazione e la pubblica opinione.

‘Poll’:
sondaggio elettorale precedente le votazioni.

‘Polling era’:
è nel 1940 che per iniziativa della Gallup si tenne il primo sondaggio (‘poll’) relativo alle elezioni presidenziali. Ebbe così inizio un’era nella quale sempre più se ne ordinano e fanno, la qual cosa, come si è visto nel 2016 (ma non solo), non garantisce affatto una corretta anticipazione degli esiti novembrini.

‘Polling place’:
è il luogo (seggio) nel quale si esercita il diritto di voto nelle urne. È assegnato sulla base del proprio indirizzo legale.

‘Pollster’:
sondaggista.

‘Postal Voting’:
è una forma dell’Absentee Voting. Forma a proposito della cui diffusione si discute dato che i Repubblicani temono possa essere usata per organizzare truffe elettorali.

‘Precinct’ (‘Election District’, ‘Voting District’):
è la circoscrizione elettorale.

‘President’
il Presidente degli Stati Uniti d’America esercita il potere esecutivo.
Lo fa attraverso il Governo composto da Ministri Segretari di Stato coadiuvato da Consiglieri per le varie articolazioni che formano l’Ufficio Esecutivo guidato dal Capo di Gabinetto.
Non ha potere legislativo alcuno ma indirizza alle Camere (oltre al tradizionale Messaggio sullo stato dell’Unione), qualora lo ritenga utile o necessario, missive che diano indicazioni che vanno però raccolte e presentate in forma di progetto alle assemblee dai componenti delle stesse.
Ha ovviamente poteri in campo amministrativo laddove procede per Decreto.
Salvo naturalmente i primi eletti (a nessuno tra loro almeno due dei tre requisiti poi dettati potevano essere richiesti), il Capo dello Stato USA deve
– avere compiuto trentacinque anni al momento delle elezioni
– essere cittadino dalla nascita
– avere avuto la residenza negli States per almeno quattordici anni.
È soprattutto quanto al secondo degli elencati requisiti che si discute essendosi vie più allentate le interpretazioni in merito.
In origine (ripeto, non per i Padri della Patria nati tutti prima la Dichiarazione di Indipendenza del 4 luglio 1776 e il Trattato di Parigi del 3 settembre 1783) e per lungo tempo rigidissimi i canoni.
Occorreva assolutamente che l’eligendo fosse nato negli Stati Uniti. Per dare un’idea dei cambiamenti al riguardo, quando nel 1964 i Repubblicani proposero Barry Goldwater non pochi ebbero ad eccepire facendo presente che era nato in Arizona prima che quello Stato, nel 1912, fosse entrato a far parte dell’Unione.
Nel 2016 si è invece accettato ufficialmente che si proponesse Ted Cruz, Senatore del Texas ma nato in Canada, a Calgary, da madre ma non da padre di nazionalità americana. Un davvero notevole cambiamento di punto di vista.
Il mandato del Presidente è quadriennale e, dalla approvazione nel 1951 di un Emendamento scritto al fine di evitare, dopo quella di Franklin Delano Roosevelt (eletto quattro volte e infine morto in carica), altre Presidenze ‘a vita’, le elezioni possibili – anche non consecutive – sono due.
L’elezione è del tutto particolare essendo la carica presidenziale conseguibile esclusivamente attraverso una votazione ‘indiretta’ (il popolo non vota senza intermediari).
Dal 1848 (prima ci si recava alle urne per oltre un mese e ciascuno Stato poteva decidere quando in quel lasso di tempo), si va ai seggi ‘il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre dell’anno coincidente col bisestile’ per scegliere, Stato per Stato, nella medesima consistenza numerica delle rispettive delegazioni parlamentari (Senatori più Rappresentanti), i delegati nazionali (detti ‘Elettori’ con la e maiuscola) i quali, successivamente, ‘il primo lunedì dopo il secondo mercoledì di dicembre’, riuniti nel Collegio che li raccoglie formalmente, eleggeranno davvero il desso.
(È possibile – è accaduto nel 1824 – che più di due essendo i candidati in grado di vincere negli Stati e per conseguenza conquistare Elettori nessuno tra loro arrivi alla maggioranza assoluta dei membri del citato Collegio. Nell’ipotesi, la nomina spetta alla Camera eletta in contemporanea che provvederà dopo l’Insediamento e quindi nel successivo anno con un voto ‘per delegazione’ contando uno nella circostanza ogni Stato a prescindere dal numero dei citatissimi Elettori di spettanza).
Prima di F. D. R., con la sola eccezione di Ulysses Grant (che aveva cercato invano nel 1880 una terza Nomination dopo avere esercitato in precedenza due mandati), nessuno, per quanto ‘grande’ si fosse dimostrato nell’impegno, aveva brigato per una terza possibilità, in questo rispettando la disposizione orale di George Washington che, non accettando di riproporsi nel 1796, aveva detto che non si poteva sostenere per più di otto anni un peso tanto grave.
Infiniti i record da ricordare quanto ai Presidenti (oltre a quello, indicato ma neppure avvicinabile per via dell’Emendamento di cui sopra, del secondo Roosevelt che è stato eletto quattro volte ed è rimasto in carica dal 4 marzo 1933 – il mandato, dalle votazioni del 1792 a quelle del 1932 comprese, prevedeva il Giuramento e l’Investitura appunto il 4 marzo dell’anno successivo a quello elettorale e non come dal 1937 il 20 gennaio – al 12 aprile 1945!).
Ne ricordo alcuni.
L’unico che va considerato indipendente è George Washington, il primo eletto e rieletto e il solo al quale tutti gli Elettori abbiano dato il voto all’unanimità (tutte e due le volte).
Il primo degli otto tra loro ai quali accadde a morire in carica (uno solo il dimissionario, Richard Nixon) e detentore altresì del primato del mandato più breve (trentuno giorni, dal 4 marzo 1841 al 4 aprile successivo) è stato William Harrison.
Il primo Vice subentrato (il 4 aprile 1841) e che ha pertanto ricoperto l’incarico da lui non iniziato per più tempo in una sola legislatura, non dipoi ricandidandosi, (fino al 4 marzo 1845) è stato John Tyler.
A parte Washington, anche James Monroe nel 1820 avrebbe potuto avere l’unanimità degli Elettori se uno tra loro non avesse volutamente deciso di votargli contro in sede di Collegio.
Grover Cleveland è stato eletto due volte non consecutive ed è pertanto elencato sia quale ventiduesimo che come ventiquattresimo inquilino della Executive Mansion.
È per questa ragione che, pur essendo quarantacinque le persone che hanno ricoperto l’incarico, Joe Biden è il quarantaseiesimo Presidente.
Nei tempi recenti, la votazione più ‘a valanga’ è stata quella di Ronald Reagan nel 1984: cinquecentoventicinque Elettori su cinquecentotrentotto!
Dal dopo 1951, tre inquilini di White House tra quelli che hanno richiesto una seconda possibilità (Jimmy Carter, George Herbert Bush e Donald Trump) sono stati sconfitti.

‘Presidente di minoranza’:
viene così definito il vincitore della campagna elettorale che non abbia ottenuto almeno il cinquanta per cento più uno dei voti popolari espressi. Accade questo non solamente quando il perdente per Elettori abbia avuto un miglior risultato (attenzione però: per dire, Hillary Clinton che nel 2016 si è trovata in tale situazione non aveva comunque che poco più del quarantotto) ma anche in circostanze diverse e particolari, tant’è vero che Bill Clinton è così definibile perché, impegnato in una oramai rara ‘corsa a tre’ (oltre al repubblicano George Herbert Bush era in pista il forte indipendente Ross Perot) ottenne ‘solo’ il quarantatre per cento.

Presidente ‘pro tempore’ del Senato:
allorquando il Vice Presidente USA, per Costituzione Presidente del Senato, non possa presiedere il consesso, l’incarico è assunto dal Presidente ‘pro tempore’ che è scelto tra i Senatori con la massima anzianità ed appartiene necessariamente al partito di maggioranza nell’assemblea.
Il ‘pro tempore’ è nel caso il terzo nella linea di successione al Capo dello Stato dopo il predetto Vice e lo Speaker della Camera.

‘Presidential approval rating’:
indica il livello della pubblica soddisfazione quanto all’operato del Presidente.

‘Presidential Election’:
è il complesso procedimento attraverso il quale si perviene alla nomina del Presidente USA.

‘Presidential Election Day Act’:
è la legge del 1845 nella quale si determina che il voto per le cosiddette elezioni Presidenziali abbia luogo il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre dell’anno bisestile.
Ebbe attuazione dalla tornata del successivo 1848.

‘Presidential Transition Team’:
è il Comitato che viene preparato dai partiti in vista del trasferimento della poltrona presidenziale con annessi e connessi ad elezioni avvenute. È incaricato di provvedere totalmente alla bisogna.

‘Presumptive nominee’:
è il candidato alla Nomination che non ha più competitori, essendosi gli altri ritirati, ma che, essendoci ancora Primarie e Caucus da effettuare, non ha raggiunto la maggioranza assoluta dei delegati alla Convention. Estensivamente, permane tale definizione del predetto fino alla investitura ufficiale.

‘Primary’:
elezione diretta da parte degli elettori dei delegati – collegati ad uno dei candidati alla Nomination – di un partito alla Convention.
Nelle Primarie ‘chiuse’ sono ammessi al voto solamente gli elettori che iscrivendosi alle Liste Elettorali hanno dichiarato di essere vicini al partito che le indice. Nelle Primarie ‘aperte’ la partecipazione è appunto aperta a tutti coloro che risultano iscritti alle Liste Elettorali e non limitata.

‘Primarygoers’:
elettori che votano nelle Primarie

Principio dell’Orologio:
negli Stati Uniti il Presidente, il Vice, i Senatori, i Rappresentanti vengono eletti in una data predeterminata ed entrano in carica in un’altra seguente precisata data.
Così, decadono, salvo morte o dimissioni. In questi ultimi due casi, il subentrante nell’incarico porta a termine il mandato di colui che sostituisce.
È questo – perfettamente scandito – il cosiddetto ‘Principio dell’Orologio’.

‘Proportional Representation’:
si ha quando le poltrone in un consesso sono assegnate proporzionalmente ai voti ricevuti.

‘Provisional ballot’:
momento nel quale si verificano l’identità e il diritto al voto nella circoscrizione degli elettori.

‘Pundit’:
così, con un termine di origine sanscrita che significava ‘erudito’, viene definita una persona di un qualche seguito che su determinati argomenti fornisce ai media opinioni e commenti propri. Nel caso, a proposito di temi politici.

‘Purple States’:
ovvero ‘Stati viola’, sono chiamati (e colorati) quelli nei quali il risultato elettorale è verificabile solo dopo attento esame e non facilmente. ‘Too close to call’, in buona sostanza.

‘Push polling’:
si ha quando pseudo sondaggi vengono usati per influenzare il voto e le volontà degli elettori.

‘Rally round the flag effect’:
è la situazione nella quale, per via di una guerra in atto, di una epidemia, di un disastro naturale di grande portata, gli elettori, per un più o meno lungo periodo, si stringono attorno alla bandiera e pertanto alla Casa Bianca, chiunque la abiti.

‘Ranked-Choise voting’:
è un ‘system’ per il quale gli elettori esprimono le loro preferenze riguardo ai diversi candidati in competizione. Se uno tra questi raggiunge la maggioranza viene eletto.
Altrimenti, l’ultimo in graduatoria resta escluso e la votazione viene ripetuta.
Si torna alle urne dipoi – eliminando ogni volta il meno votato – fino a quando il cinquanta per cento non viene superato da qualcuno.

‘Recall’:
è la possibile (negli Stati che la regolano e non a livello nazionale) revoca di una carica elettiva a seguito di un ricorso motivato e della seguente raccolta di firme (nel numero, alto, e nei tempi, limitati, indicati dalla norma stessa).

‘Recanvass’:
riconteggio dei voti a seguito di un ricorso.

‘Reconstruction era’:
il riferimento temporale va al periodo, sostanzialmente di protettorato nordista del Sud, concernente gli ultimi due anni della Guerra di Secessione e quelli seguenti, indicativamente fino al 1877. È difatti a seguito del ‘Compromesso del 1877’ – che determina l’entrata in carica del repubblicano Rutherford Hayes – che le truppe nordiste che occupavano il Sud sconfitto e sottomesso si ritirano.

‘Recount’:
riconteggio dei voti che ha luogo se e quando si sospetti un errore nei calcoli fatti.

‘Red State’:
Stato che si esprime di norma a favore dei repubblicani (sulla carta geografica che rappresenta gli Stati nel giorno elettorale quelli aggiudicati ai democratici sono colorati appunto di rosso).

‘Red Wall’:
il complesso degli Stati che usualmente votano repubblicano. Il conteggio relativo al numero totale dei loro Elettori è decisamente inferiore oggi rispetto a quello che promana dal suddetto ‘Blue Wall’ democratico.

‘Rednecks’:
così venivano chiamati i contadini degli Stati del ‘Deep South’ (‘Profondo Sud’), insieme delle regioni meridionali della costa orientale USA – dal ‘collo rosso’ perché esposto ai raggi del sole mentre lavoravano i campi – tendenzialmente razzisti e poi segregazionisti.

‘Registered voter’:
persona in regola per votare in quanto registrata seguendo le locali disposizioni in merito.

‘Regulation’:
è una disposizione presa da un corpo esecutivo.

‘Republican National Committee’ (RNC):
è il Comitato che sovraintende alle attività partitiche e al supporto degli eletti al Congresso del movimento politico il cui simbolo è l’Elefantino.

‘Republicanism’:
è la più importante filosofia politica americana.

‘Riot ideology’:
ovvero ‘ideologia della sommossa’, espressione usata recentemente per denunciare la dottrina che regola non poche pubbliche azioni di rivolta durante le quali si ricorre alla violenza contro persone e beni sia pubblici che privati.

‘Roll call’:
è l’appello in ordine alfabetico delle delegazioni degli Stati che viene fatto nelle Convention al momento delle votazioni per la Nomination.

‘Running Mate’:
candidato alla Vice Presidenza che affianca nel ‘ticket’ partitico il candidato alla Casa Bianca.

‘Runoff’:
è un sistema elettorale nel quale ad una carica viene eletto il candidato che supera una soglia minima richiesta di voti. Nel caso in cui nessuno tra i pretendenti ottenga il risultato indicato si procede al ballottaggio tra i due (che possono anche appartenere allo stesso partito) che hanno ottenuto il maggior numero di suffragi.
Viene definita ‘Primary Runoff’ la procedura simile che determina la scelta dei delegati alle Primarie in vista delle Convention.

‘Rural voters’:
è il voto degli elettori delle campagne e delle periferie quello che ha deciso in particolare in Pennsylvania nel 2016. Il voto ‘rurale’, che arriva per ultimo e cambia dal blu (i cittadini di questi tempi votano democratico) al rosso (repubblicano) il colore partitico dello Stato.

‘Rust Belt Voters’:
sono stati così denominati gli elettori della ‘cintura della ruggine’, votanti cioè negli Stati nei quali, a causa della crisi economica, già negli anni Ottanta/Novanta del Novecento nelle fabbriche chiuse i macchinari non utilizzati si erano appunto arrugginiti. Nel 2016, esacerbati dalla irrisolta recrudescenza del 2008/2009, hanno avuto un determinante peso esprimendosi per Trump in particolare in Pennsylvania, Michigan e Wisconsin, cosa che non si è ripetuta nel 2020.

‘Safe Harbor’:
la data entro la quale gli Stati devono dare comunicazione della composizione e dei nomi degli Elettori di spettanza.
Attualmente è fissata all’8 dicembre successivo alle votazioni.

‘Sampling error’:
è l’errore nei sondaggi compiuto selezionando i dati a disposizione, tralasciandone uno o più e per conseguenza arrivando a risultati che non rappresentano correttamente il volere degli elettori.

‘Scalawags’:
furono così denominati i pochi bianchi del Sud ammessi al voto dopo la fine della Guerra di Secessione. Il termine, offensivo, era riferito alla località di Scalloway, Isole Shetland, dove si allevano bovini e cavalli di taglia ridotta.

‘Scum-saking pig’:
letteralmente, ‘maiale mangia spazzatura’, fantasioso insulto rivolto a un avversario politico.

‘Second Lady’:
è il titolo formale assegnato alla moglie del Vice Presidente.

‘Secret supporters’:
sostenitori segreti sono gli elettori che non risultano dai sondaggi alle cui rilevazioni sfuggono. È nel giorno delle votazioni che – ove nella circostanza significanti – si rivelano.

‘Senate’
al Senato (sulla base di quanto proposto dalla sua delegazione e dalle altre approvato), per via del cosiddetto ‘Compromesso del Connecticut’ – che ha introdotto il bicameralismo – sono rappresentati gli Stati.
Questi avendo tra loro pari dignità, a prescindere da considerazioni quali quella in particolare del numero dei rispettivi abitanti, hanno sempre lo stesso numero di Senatori, due.
In origine, e fino alla attuazione della riforma voluta approvando l’Emendanento datato 1913, i Laticlavi erano scelti dai Legislativi statali. Dopo, direttamente dal popolo.
Il mandato è di sei anni ma il rinnovo attraverso il voto avviene per Classi essendo a tale bisogna gli eletti divisi. Ogni due anni – in coincidenza con le votazioni per la scelta degli Elettori e dell’intera Camera, pertanto ‘il primo martedì dopo il primo lunedì’ sia dell’anno bisestile che del conseguente pari nel quale si svolgono le Mid Term Elections – va al voto un terzo degli scranni. (La finalità è quella di evitare mutazioni troppo rapide, radicali e poco ragionate delle maggioranze).
Ovviamente, i due Senatori di ciascuno Stato (che funge da Circoscrizione) non possono essere votati contemporaneamente. Entrano in attività il 3 gennaio dell’anno successivo a quello elettorale.
Per quanto, guardando alla proposizione e approvazione delle leggi i due rami del Congresso abbiano le medesime funzioni così non è in materia soprattutto di ratifica dei Trattati Internazionali e delle nomine operate dal Presidente relativamente a Ministri, Ambasciatori, Giudici della Corte Suprema e Federali di spettanza esclusivamente senatoriale.
Sono altresì divise le facoltà in merito alla procedura di Impeachment, messa in stato d’accusa del Presidente (o di altri ‘funzionari’): la Camera a maggioranza incrimina se lo ritiene e il Senato può destituire se al minimo i due terzi dei presenti al giudizio lo vogliono.
Nel caso di decesso o dimissioni di un Senatore il regolamento da seguire è quello dello Stato coinvolto che può differire (in alcuni casi il Governatore provvede direttamente alla sostituzione e in altri si va al voto). Comunque, colui che subentra, porta a termine il mandato del predecessore mantenendo assolutamente le stesse scadenze (non parte a suo riguardo un diverso seiennio).

‘Shy voters’:
sono gli elettori ‘timidi’ così chiamati perché per diverse ragioni non dichiarano nei sondaggi le loro reali intenzioni di voto.

‘Silver lining’:
espressione traducibile in italiano con la frase ‘il lato positivo’. È in qualche modo il rifugio, la parte che dà speranza al candidato. Se manca, va davvero male.

‘Sit-in’:
il tipico ‘sit-in’ utilizzato dai neri nel lungo periodo delle proteste non violente tese ad ottenere il rispetto dei loro diritti civili negati specialmente a Sud consisteva nell’entrare in un locale ‘proibito’ alla gente di colore, sedersi sul pavimento finché la polizia interveniva per sgomberare, nel non reagire alle eventuali minacce e nel farsi trascinare fino alle locali prigioni.

‘Snapshot’:
ovvero ‘istantanea’. Come può essere correttamente definito un sondaggio elettorale che in effetti coglie il preciso attimo nel quale viene effettuato e può essere successivamente smentito.

‘Solid dem’, ‘likely dem’, ‘leaning dem’, ‘toss up’, ‘leaning rep’, ‘likely rep’, ‘solid rep’:
la sequenza dei risultati dei sondaggi Stato per Stato. Da solidamente, a probabilmente, a possibilmente democratico. A non attribuibile (‘toss up’). E in senso opposto in casa repubblicana.

‘Solid South’:
tra il 1877 – anno indicato come l’ultimo della ‘ricostruzione’ post Guerra di Secessione – e il 1964 – che vide la rivoluzione geopolitica attuata da Lyndon Johnson – il Partito Democratico fu fortemente, solidamente, sostenuto a Sud nelle sue politiche favorevoli in primo luogo alla segregazione razziale.

‘Southern strategy’:
fino al 1952, il Partito Repubblicano aveva evitato di fare campagna negli Stati del Sud assolutamente democratici. È Dwight Eisenhower a dare il via alla Strategia che porterà con il tempo, attraverso riallineamenti vari, il GOP a diventare il movimento politico più votato da quelle parti.

‘Speaker’:
è il titolo attribuito al Presidente della Camera, espressione del partito che nel consesso ha la maggioranza e seconda persona in ordine di linea nella successione al Presidente dopo il Vice.

‘Special election’:
elezione indetta per coprire una carica vacante.

‘Spin doctor’:
letteralmente, ‘esperto nei colpi ad effetto’. È così definito il consulente che opera al fine di creare (se il mandante è un candidato), mantenere o aumentare (quando dipende da un politico già noto) il consenso elettorale. Non sempre l’espressione è stata ed è usata positivamente.

‘Split-ticket voting’:
è quella particolare situazione nella quale l’elettore, dovendo votare per diverse cariche (il giorno delle cosiddette Presidenziali, anche per la Camera e spesso per il Senato) divide le sue preferenze esprimendosi non uniformemente e quindi per candidati di differenti partiti.

‘Spoils System’:
“È giusto che le spoglie appartengano al vincitore”. Queste le parole pronunciate nel 1832 dall’allora Senatore jacksoniano William Marcy trattando della distribuzione a piene mani degli incarichi pubblici a colleghi di partito fatta dal Presidente ed entrata poi nell’uso comune praticamente ad ogni cambio di amministrazione.
Per il vero, il primo a percorrere questa strada era stato Thomas Jefferson.

‘Stalwarts’:
nel significato di ‘duri’. Così fu chiamata la fazione radicale del Partito Repubblicano che ebbe potere specie a New York negli anni Settanta e Ottanta dell’Ottocento. Tra i suoi esponenti il Vice Presidente e poi Capo dello Stato Chester Arthur.

‘Straight-ticket Voting’:
si ha quando l’elettore vota candidati dello stesso partito in una elezione multipla (vota cioè repubblicano, democratico o altro sia per la Presidenza che per la Camera che per il Senato). Si ha invece ‘Split-ticket Voting’ nel caso in cui ciò non avvenga.

‘Straw Poll’:
‘voto di paglia’, non ufficiale. Organizzato dai partiti per conoscere le idee e le opinioni degli elettori a proposito di specifici argomenti o determinate persone.

‘Stump speech’:
(dove ‘stump’ significa ceppo) era il discorso elettorale standard, dalla struttura sempre uguale, adattato al pubblico e alle circostanze, mai letto, che si teneva nelle comunità rurali. Il candidato si collocava sopra il ceppo tagliato di un albero per parlare dall’alto ai presenti.

‘Superdelegates’:
ovviamente ‘superdelegati’ in italiano: in particolare nel Partito Democratico (tra i Repubblicani contano davvero poco), oltre ai delegati alla Convention, tre Primarie e Caucus, vengono eletti i cosiddetti ‘superdelegati’ – nel 2020 nel numero cospicuo di settecentoquarantuno – che dal secondo ballottaggio, ove nel primo non sia eletto il candidato ufficiale, intervengono e sono liberi dagli impegni invece, almeno all’inizio delle votazioni costrittivi, nei confronti del ‘normali’ delegati. Sono scelti tra i maggiorenti del partito.

‘Supertuesday’:
giorno nel quale si vota in molti Stati contemporaneamente e sono pertanto in palio molti Elettori.

‘Swiftboating’:
è un neologismo nato nel 2004 (George Walker Bush contro John Kerry) e indica una azione politica tesa ad attaccare l’avversario usando slealtà e menzogne. Qualcosa di molto vicino alla ‘Smear campaign’ nella quale comunque si attacca la reputazione del desso.

‘Swing State’:
Stato che cambia il proprio voto a seconda delle circostanze politiche e dei candidati proposti, del quale, pertanto, non si può conoscere preventivamente con certezza l’orientamento. Sulla carta geografica che rappresenta gli Stati nel giorno elettorale è colorato di viola salvo dipoi volgere al blu o al rosso a seconda del risultato definitivo.

‘Swing Voters’:
elettori non necessariamente legati ad un partito e disposti a votare secondo programmi e candidati.

‘Term’:
il mandato è chiamato ‘Term’ e per la Presidenza dura un quadriennio. Dal 1937 si entra in carica a mezzogiorno del 20 gennaio dell’anno seguente le votazioni e si decade sempre a mezzogiorno di quattro anni dopo.
Gli eletti si dividono in ‘One Term President’, quelli non rieletti. ‘Two Terms President’, coloro che sono stati confermati. Uno soltanto il ‘Four Terms President’, Franklin Delano Roosevelt il cui record non è nemmeno avvicinabile dato il disposto dell’Emendamento del 1951 che vieta una terza elezione.

‘Term limit’:
il limite dato per legge alla rieleggibilità nella medesima carica.

The Big Apple’:
ovvero ‘la Grande Mela’, termine nato probabilmente nell’ambiente del jazz degli anni Venti o Trenta del Novecento o prima ancora in quello dell’ippica. Descrive in ogni caso New York come città piena di promesse e meta ideale. Significativo il fatto che la mela, il ‘frutto proibito’ per definizione, identifichi un luogo ricco di lusinghe.

‘Three-way race’:
è così chiamata una tornata elettorale che veda concorrere tre candidati di peso (si pensi al 1992, quando si confrontarono George Herbert Bush, Bill Clinton e Ross Perot).

‘Thugs’:
ovvero ‘teppisti’, definizione da parte dei conservatori dei dimostranti violenti e facinorosi spesso in azione nelle città americane. Così si chiamavano i feroci seguaci della Dea Kali in India la cui organizzazione fu soppressa dagli Inglesi nei primi decenni dell’Ottocento. Di loro parla Emilio Salgari nei suoi romanzi colaggiù ambientati.

‘Ticket’:
dalle votazioni del 1804 i partiti devono presentare uniti appunto in un ticket il candidato alla Presidenza e il suo Vice che devono essere residenti in due differenti Stati.

‘Tie-breaking votes’:
quando al fine di decidere in una votazione senatoriale finita in parità il Vice Presidente, nelle vesti di Presidente della Camera Alta, esprime il proprio suffragio determinando l’esito.

‘Tipping-point State’:
è il primo Stato che, indicando una direzione, superando il momento di incertezza, assegna i propri delegati al candidato che poi risulterà vincitore.

‘Too close to call’:
espressione usata allorquando il risultato di una votazione è incerto al punto di non poter dire chi abbia vinto se non a scrutinio terminato

‘Top-two Primary’:
è una Primaria che seleziona i primi due candidati più votati i quali si contenderanno a novembre il seggio. È caratterizzata dal fatto che i predetti possono anche appartenere allo stesso partito.

‘Toss-up’:
così viene definito (nella sostanza, tale espressione descrive una situazione da ‘testa o croce’, lancio di una moneta per decidere) lo Stato che nei sondaggi che riguardano l’ipotetica attribuzione degli Elettori non può essere assegnato neppure tendenzialmente.
Le situazioni intermedie conseguenti ad una rilevazione che appunto intenda verificare lo stato delle cose in tale contesto sono: ‘Likely (Democratic or Republican)’, ovvero ‘probabilmente’ di qua o di là. ‘Leans (Democratic or Republican)’, ossia che tende a volgere dall’una o dall’altra parte.
Ovviamente, se uno Stato è graniticamente assegnato, viene definito ‘Red’ se repubblicano o ‘Blue’ se democratico.
I due colori si attenuano, intensificano o spariscono a seconda della collocazione che permane o muta nel tempo secondo l’esito sondaggistico.

‘Town Hall Meeting’:
dibattito a livello locale nel quale i candidati rispondono alle domande illustrando il loro programma.

‘Trifecta’:
modo di dire in uso allorquando un partito controlla, a livello nazionale, Presidenza e Congresso (entrambe le assemblee e pertanto i tre più importanti incarichi). E a livello locale, quando occupa gli scranni sia Governatoriali che di Presidenza delle due Camere. L’unico Stato nel quale non si può verificare è il Nebraska che ha una sola Camera e non due.

‘Turnout’:
affluenza, partecipazione alle urne.

‘Underdog’:
espressione presa dalle corse per cani che indica il non favorito. Si applica al candidato che pur non avendo i favori del pronostico vince.

‘Unpledged delegates’:
altresì detti ‘unbound delegates’, sono i delegati alle Convention non obbligati da limiti (‘bound’) e pertanto liberi di votare nella circostanza come credono.

‘Unwinnable States’:
vengono in cotal modo indicati gli Stati in determinate circostanze non contendibili da un partito troppo, e non colmabile neppure con una massiccia propaganda e grande impegno economico, essendo il distacco dall’altro in termini di voti popolari. Tanto vale nell’ipotesi evitare un inutile impegno e rivolgersi altrove.

‘Vice President’:
eletto solo a partire dal 1804 in un ‘ticket’ che forma con il candidato allo scranno Presidenziale del suo partito (prima il sistema elettorale non prevedeva una separazione delle due posizioni ragione per la quale colui che otteneva più Elettori diventava Capo dello Stato e il secondo, anche se appartenente ad un differente partito, aveva la funzione appunto vicaria), il Vice Presidente, proprio per il fatto di essere il primo in linea di successione del titolare dell’incarico, deve possedere i tre requisiti richiesti dalla Costituzione a chi sieda a White House.
Per il dettato costituzionale presiede il Senato potendo però votare solo in caso di parità (potere, peraltro, non da poco essendo nell’ipotesi sempre determinante).
Presiede necessariamente in quanto uscente anche la seduta del rinnovato Congresso nella quale saranno convalidate le elezioni delle due massime cariche.
Per il disposto dell’Emendamento del 1951 che limita a due le possibili elezioni presidenziali è in un particolare caso in grado di governare oltre gli otto anni che configurano due quadrienni e quindi più a lungo di un ‘two terms President’.
Se infatti subentrato al titolare nel secondo biennio di Presidenza può candidarsi, ovviamente, per il mandato seguente ma altresì, per quanto eletto, per quello ancora dopo, cosa che gli è invece vietata quando sia succeduto nel primo biennio.
Sette i Vice che si sono seduti sulla poltrona del Presidente a seguito della morte del titolare. Due a seguito delle dimissioni (la prima volta nel 1832 quando John Calhoun preferì fare il Senatore e la seconda allorché nel 1973 Spiro Agnew dovette lasciare perché coinvolto in scandali che riguardavano il suo precedente operato di Governatore).
Fino alla approvazione di un Emendamento datato 1967, il Vice deceduto o dimesso non poteva essere sostituito. Da allora, con una particolare procedura (nomina presidenziale e conferma da parte del Congresso) può esserlo (il primo ad avere avuto modo di seguire tale iter è stato Gerald Ford poi approdato addirittura a White House a causa delle dimissioni di Richard Nixon. Dopo di lui, Nelson Rockfeller che lo stesso Ford chiamò al proprio fianco).

‘Virtual debate’:
è la finzione televisiva in conseguenza della quale i partecipanti a un dibattito politico appaiono nello stesso studio mentre non lo sono. Il terzo dibattito Kennedy/Nixon, 1960, vide il primo a New York e il secondo a Los Angeles cosa che in diretta tv non appariva.

‘Voter guide’:
guida elettorale che illustra all’elettore le regole da rispettare nell’esercizio del voto.

‘Voter intimidation’:
azione illegale tesa a impedire il voto o a costringerlo in una direzione non voluta dall’elettore.

‘Voting District’:
è l’area geografica nella quale viene espresso un rappresentante del corpo elettorale. Per il Senato, corrisponde allo Stato stesso. Quanto alla Camera, i singoli Stati delimitano al proprio interno i Distretti ai quali hanno diritto.

‘Wasp’:
ovvero ‘White, anglo-saxon, protestant’.
È il gruppo etnico-religioso che ha ‘fatto’ gli Stati Uniti d’America come sono.
Maggioritario alla grande per lunghissimo tempo, è in netto declino essendo in forte crescita Ispanici, Neri e non solo.
Tre soltanto i Presidenti non wasp. John Kennedy e Joe Biden, bianchi ma cattolici. Barack Obama, nero, per quanto bianca fosse la madre.

‘Wet’:
ovvero ‘umido’, termine usato per definire gli antiproibizionisti.

‘Wave elections’
si definiscono ‘Wave elections’ quelle riguardanti la Camera dei Rappresentanti che portano ad un risultato assolutamente negativo il partito del Presidente in quel momento in carica, come fosse travolto da un’onda.

‘Whip’:
‘frusta’ – dal nome che nella caccia alla volpe viene dato a colui che è incaricato di tenere unita la muta dei cani usando se del caso il frustino – è il parlamentare appunto incaricato di tenere i collegamenti con i colleghi eletti e coordinarne i lavori stando altresì attendo alla disciplina peraltro non certamente opprimente negli USA come in altri Paesi.

‘Whistle stop train tour’:
lo stile di fare campagna elettorale nelle stazioni ferroviarie richiamando l’attenzione dei locali abitanti con il fischio del treno.

‘Whitelash’:
ovvero ‘contraccolpo bianco’ è la reazione in termini di voto a favore dei repubblicani (così la denominò Ronald Reagan negli anni Sessanta) alla quale venivano invitati i bianchi.
In non pochi momenti, l’incitamento in questione ha debordato declinando pericolosamente verso un invito all’odio razziale.

‘Winner takes all method’:
è il metodo usato oggi da quarantotto dei cinquanta membri dell’Unione (Maine e Nebraska esclusi) e dal Distretto di Columbia per attribuire ad uno dei candidati alla Casa Bianca gli Elettori di spettanza. È così denominato in ragione del fatto che il candidato che vince in termini di voti popolari in uno Stato anche di un solo suffragio conquista tutti gli Elettori ai quali lo Stato stesso ha diritto.
Il Maine e il Nebraska non usano il ‘Winner takes all method’ avendo deciso di dividere il loro territorio anche in Circoscrizioni (due dei loro delegati vengono assegnati al partito che prevale per voto popolare nello Stato e i restanti al candidato che in ciascuna Circoscrizione vince).
Nel differente momento della scelta dei delegati alle Convention, invece, il ‘method’ è applicato in particolare dai repubblicani mentre i rivali usano praticamente sempre il proporzionale. Occorre pertanto che il Grand Old Party arrivi più rapidamente alla attribuzione della maggioranza dei delegati stessi.

‘Working class white voters’:
sono gli elettori bianchi addetti all’industria in crisi appartenenti ai ‘Midwestern Rust Belt States’ risultati determinanti nel 2016 avendo, inaspettatamente per i media, votato Trump.

‘Write-in candidate’:
è il candidato il cui nominativo non è sulla scheda elettorale o nelle liste ma il cui nome può essere aggiunto scrivendolo manualmente.
Il ‘Write-in vote’ non è ammesso dovunque.